UN GUADAGNO AGGIUNTIVO DAI TUOI INVESTIMENTI GIA’ DA OGGI.
SENZA RISCHIARE DI PIU’.
Patrimonio Reale
Esiste una strategia poco conosciuta che permette di generare rendite periodiche su quello che hai già investito. In questo articolo ti spiego cos’è, come funziona e come scoprire se puoi usarla.
Già da oggi. Non tra anni. Non dopo aver cambiato tutto quello che hai. Partendo esattamente da dove sei adesso.
Se hai già qualcosa investito, probabilmente ti sei chiesto almeno una volta se stai facendo abbastanza. Non se hai sbagliato strumento, non se avresti dovuto iniziare prima. Quella domanda più sottile, quasi silenziosa: c’è qualcosa che mi sfugge? Qualcosa che gli altri sanno e io no?
In molti casi la risposta è sì. E non è colpa tua.
Esiste una categoria di strumenti finanziari che permette di generare un guadagno aggiuntivo su quello che hai già in portafoglio, senza vendere nulla, senza aumentare il rischio, senza stravolgere il piano che hai costruito. Si chiamano opzioni finanziarie. E la strategia di cui parliamo oggi, applicata in modo corretto, può aggiungere ogni anno una percentuale significativa al rendimento che già ottieni.
Non è una promessa di rendimento. È una possibilità concreta, disponibile oggi, che la maggior parte degli investitori privati non ha mai considerato perché quasi nessuno gliene ha mai parlato in modo chiaro. Continua a leggere, perché quello che trovi più avanti potrebbe cambiare il modo in cui guardi a quello che hai già.
Le opzioni finanziarie: l’idea di fondo
Lascia da parte per un momento tutto quello che potresti aver sentito sulle opzioni. Che sono rischiose, che sono strumenti per speculatori, che non fanno per te. Dipende tutto da come le usi.
Esiste un modo specifico di utilizzare le opzioni finanziarie che non aggiunge rischio al tuo portafoglio. Anzi, in certi contesti lo riduce. Si chiamano covered call, che in italiano potrebbe tradursi come “opzione call coperta”. Il nome tecnico non è importante. Quello che conta è il meccanismo.
L’idea è questa. Hai già uno strumento in portafoglio, un ETF, un’azione, qualcosa che possiedi davvero. Ogni mese, o a ogni periodo che scegli, vendi a qualcun altro il diritto di comprare quello strumento a un prezzo stabilito, più alto di quello attuale. In cambio di questo diritto, incassi subito un premio in denaro.
Quel premio è il tuo guadagno aggiuntivo. Arriva indipendentemente da quello che fa il mercato.
E il rischio? Te lo assumi tu, è vero. Ma sei coperto. Perché lo strumento ce l’hai già in portafoglio. Se il mercato sale oltre il prezzo stabilito e l’altro esercita il suo diritto, vendi con un guadagno comunque positivo. Se il mercato non raggiunge quel prezzo, tieni tutto, il tuo strumento e il premio incassato. Vale la pena capire se sei nella posizione per farlo.
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Quanto può dare questa strategia
Questo non è un rendimento garantito. È un ordine di grandezza basato su come funziona lo strumento nella realtà. E va detto chiaramente: questo articolo non è una proposta di investimento e non lo sarà mai. È informazione. Quello che fai con questa informazione dipende da te, dalla tua situazione e, se ne hai uno, dal tuo consulente.
Detto questo, su un capitale di 100.000 euro, un 3% aggiuntivo sono 3.000 euro all’anno. Un 5% sono 5.000. Fintanto che il capitale continua a crescere, quella rendita aggiuntiva cresce con lui.
Il problema: non tutti gli strumenti lo permettono
Qui arriva la parte che quasi nessuno ti dice.
Non tutti gli strumenti su cui si investe permettono di usare le opzioni finanziarie. Alcuni sì, molti no.
Strumenti compatibili: ETF su indici quotati in borsa, azioni di società quotate sui mercati principali, futures su indici o materie prime, alcune valute tramite opzioni forex, materie prime quotate come oro e petrolio.
Strumenti non compatibili: fondi comuni di investimento, polizze vita unit linked, prodotti strutturati delle banche, gestioni patrimoniali.
La maggior parte dei prodotti che le banche propongono ai propri clienti rientra nella seconda categoria. Non per malafede. Semplicemente perché non è nel loro modello di servizio offrire questa possibilità. E anche quando lo strumento sarebbe compatibile, non tutte le banche o i broker permettono operativamente di usare le opzioni sul tuo conto.
Il risultato è che milioni di persone investono in strumenti che, per costruzione, non potranno mai sfruttare questa opportunità. Senza saperlo.
Come scoprire se sei nella posizione giusta
Due cose da verificare: lo strumento e la piattaforma o banca dove investi.
Per lo strumento, il primo passo è capire esattamente cosa hai in portafoglio. Un ETF quotato in borsa con il suo ticker, cioè il codice abbreviato con cui viene identificato sui mercati, o il suo ISIN, il codice internazionale univoco di ogni strumento finanziario, è il punto di partenza. Se non sai cosa sono ticker e ISIN, chiedi al tuo consulente o alla tua banca: sono informazioni a cui hai diritto e che ti devono fornire.
Per la piattaforma, il discorso è diverso. Anche se hai lo strumento giusto, se la tua banca o il tuo broker non offrono la possibilità di operare con le opzioni, non puoi usarle. Vale la pena verificarlo direttamente, chiedendo esplicitamente se il tuo conto permette di vendere opzioni covered call sugli strumenti che hai.
Un modo per verificarlo autonomamente, senza chiedere a nessuno, è scaricare la piattaforma di un broker che le opzioni le offre. Io uso personalmente Interactive Brokers, che cito solo perché è quello che conosco e non ho nessun rapporto commerciale con loro. Cerchi il tuo strumento tramite ticker o ISIN e vedi se le opzioni sono disponibili. Se lo sono, sei nella posizione giusta. Se sei arrivato fin qui, la parte che segue è quella che cambia le cose.
E se lo strumento non fosse compatibile?
I tuoi investimenti si possono trasferire. Non è complicato quanto sembra. Esistono procedure standard per spostare un portafoglio da una banca a un broker che offre più possibilità operative. Non devi vendere nulla, non realizzi plusvalenze, non perdi la continuità del tuo piano. Cambi semplicemente dove è custodito quello che hai già.
Prima di farlo, però, controlla i costi di gestione della piattaforma di destinazione. Su orizzonti lunghi, anche una piccola differenza nei costi annui fa una differenza enorme sul capitale finale. Uno strumento che ti permette le opzioni ma ti costa il doppio in commissioni potrebbe non valerne la pena.
Una partita diversa
Chi arriva a quel livello non aspetta che il mercato faccia tutto il lavoro. Costruisce flussi aggiuntivi su quello che ha già. Ottimizza ogni anno quello che guadagna. E lo fa senza stravolgere il piano, senza aumentare il rischio, senza inseguire rendimenti impossibili.
Le opzioni finanziarie sono uno degli strumenti di quel livello. Non il solo. Non il primo da imparare. Ma uno di quelli che, se sei già nella posizione giusta, puoi iniziare a esplorare oggi. E la cosa più importante è questa: sapere che esiste è già un vantaggio che la maggior parte degli investitori privati non ha.
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